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07 February Un giorno ad Essaouira - 28.01.09Essaouira appoggia i gomiti sulle scogliera e si rivolge al vento come una donna che sa di essere bellissima e straordinariamente viva. E’ un angolo di Marocco diverso, è l’Africa che incontra i giardini d’Europa, a due passi dalla Medina. Il porto dei pescatori dalle barche blu, in armonia con il cielo ed il bianco delle case. Si ascolta il richiamo dell’Atlantico, qui, in un’atmosfera da Africa bianca, perché dell’Africa non ci sono neppure i colori. Ma vivere Essaouira significa respirarne la calma che regna anche nella sua Medina, perché non ha senso avere fretta ad Essaouira, ed averne sarebbe uno sbaglio incalcolabile. Qui c’è tempo per tutto. Ci si ferma ad osservare un gatto che attende gli scarti dai pescatori, si sorride alle lotte dei gabbiani che tentano di gettarsi in picchiata sul pesce fresco. Si osservano mani che sbrogliano le reti e riparano le barche in quest’aria salmastra di mezza stagione. Un giorno ad Essaouira è una fuga dal caos, per passeggiare sulla fortezza, per gustare orate, gamberi, calamari e granchi venduti a peso e cucinati nel giro di qualche minuto sulla griglia. Ma Essaouira è anche lo sguardo di chi per la prima volta vede un mare diverso. L’Atlantico urla e si infrange contro la scogliera, alza ed abbassa la marea, in un battito che cresce e che grida la sua forza. E chi vede tutto ciò per la prima volta, rimane ad osservare, rapito, la schiuma bianca che schiaffeggia la scogliera, che la sfida incessantemente. Mille pensieri si rincorrono guardando il mare d’inverno e non fai in tempo a finirne uno che come le onde ne arriva un altro. Ti chiedi tutto, ti interroghi, ti leggi dentro, davanti ad un mare così e vorresti che questo giorno non finisse mai, e quando ti avvii per il ritorno, c’è un tramonto da ammirare, come sfondo perfetto alle tue risposte, che non tardano ad arrivare. I gabbiani riprendono il volo in una luce dorata e la certezza che torneranno domani ti sostiene insieme ad una mano che stringe la tua, mentre uno sguardo ti ringrazia ed un sussurro ti dice che questa giornata sarebbe nulla senza di te. Marrakech - Una settimana che vale una vita… Quando la vita ci fa un regalo così, non si più rifiutare, perché si rifiuta la vita stessa. C’è il sole sulla Djamaa El-Fnaa e dal “Grand Balcon du Café Glacier” guardo la piazza che si anima. E’ pomeriggio e cominciano a prendere forma i ristoranti, la musica Gnaoua si fa più intensa, gli incantatori di serpenti suonano i loro flauti, le donne sotto gli ombrelloni attendono clienti per i tatuaggi. Di nuovo qui, dove non pensavo di tornare, poiché non sono mai tornata due volte nello stesso posto. Sorseggio un “Nes-Nes”, un caffè con il latte, affascinata dal movimento di questo Paese in fermento. L’aria quasi primaverile di Marrakech, contrasta con i monti innevati dell’Atlante sullo sfondo e mi dico che la vita è bella. Prendiamo con calma questo pomeriggio scandito dal richiamo della Moschea Koutoubia che contrasta con l’armoniosa cacofonia della piazza. Così è la vita, in questo presente strano, percorso su una strada comune, a piccoli passi, piccoli momenti in cui respiro una magia segreta, incerta ed intensa come un temporale nel deserto che dietro di sé lascia l’aria fresca e pulita. La respiro a fondo e chiudo gli occhi contro il sole ed un cielo blu cobalto. Impossibile immaginare questa piazza vuota, che racchiude tutto il Marocco, con i suoi ritmi antichi e le sue trovate per turisti. Si rimane imbrigliati da questi odori che lasciano in bocca un sapore quasi segreto, ancor più intenso se vissuto così, senza pensarci troppo, prendendo al volo un invito, una richiesta di tornare alla quale non avrei mai pensato. Potrebbe accadere qualunque cosa, da un momento all’altro in questa sospensione tra terra e cielo e raccolgo tra le mani questo soffio di vita, finché c’è tempo, finché c’è un sentimento che proviene dal profondo e che mi fa sentire meravigliosamente bene. Un sentimento fatto di rispetto, di verità, di sguardi che vanno oltre. Immagino una strada che prima o poi porterà ad un inevitabile bivio, ma alla quale non rinuncio perché qualche istante vissuto intensamente a volte vale più di una vita intera. C’è un viaggio consapevole in tutto questo, fatto di scelte coerenti e di verità limpide come cristallo puro, attimi che resteranno nel tempo e non svaniranno, ma trasformeranno questa passione in un dolce sorriso che brillerà come un gioiello prezioso e non negoziabile. Questo non è un brandello, uno scampolo di vita, un ritaglio nella monotonia, ma è la Vita stessa. E allora, di tanto in tanto, con la coda dell’occhio e quando non se ne accorge, guardo Ismail seduto accanto a me e mi dico che nonostante questo attimo di perfezione, possono essere ancora molte le emozioni che mi aspettano, Inshallah… |
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