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日志


5月7日

La luce dell'Atlantico - Inghelterra del Sud e Galles 1999

Vado a Nord, perché a sud l'estate arriva troppo presto e con l'estate il caldo umido, le spiagge affollate ed i costi che lievitano.
Vado a Nord dove finisce la terra, dove le nuvole si rincorrono e disegnano ombre sulla brughiera.
Ci vado perché la luce del sole che squarcia le nuvole dopo la pioggia è diversa da ogni altra....
Perché il breve sole estivo è così prezioso da far decidere di sedersi lì, chiudere gli occhi ed assaporarlo a poco a poco, respirando l'odore del mare e attendendo i peschercci annunciati dalle urla dei gabbiani.
Vado a Nord perché essendo mancina, avessi avuto la guida come loro, sarei stata in grado di guidare.
Vado a Nord perché se vado contromano nessuno mi picchia dentro per rifarsi la macchina nuova, ma tutti rallentano, si stampano sulla faccia un sorriso ebete di cortesia e magnanimità e se ancora non capisco si fermano proprio, non importa se hanno altre auto dietro.
Vado a Nord perché posso stare lontano dalla folla soltanto dopo qualche passo al di fuori delle strade e dei sentieri e più battuti.
Vado a Nord per sedermi sul muretto di un piccolo porticciolo e masticare pesce e patatine da tirare ai gabbiani per osservarne le picchiate.
Vado a Nord perché voglio sentire i racconti dei volontari dei "life-boats", così fieri di far parte di questa croce rossa del mare.
Vado a Nord sperando che il mistero di Stonhenge resti tale per sempre.
Ci vado perché so che al castello di Tintagel sentirò il respiro delle leggende, delle donne, dei cavalieri e degli amori, le armi le lascio a casa.
Ci vado perché, caso mai mi venisse voglia di giocare a golf, posso farmi prestare le mazze dalla moglie del proprietario del bad & breakfast, mettermi lì, nel "green" e giocare, senza dover firmare cambiali per iscrivermi al Circolo.
Vado a Nord e vado in Galles perché lì aspetto dieci minuti per avere una pinta di birra, tanto ci mette la spina a stantuffo a versarla nel bicchiere.
Ci vado perché se di birre locali ne bevo due, il profilo di Worm's Head, più che un verme, mi sembrerà un enorme drago, quello della bandiera, naturalmente.
Vado lì, perché nei pub si guarda il rugby ed è talmente veloce che se la TV è piccola, in bianco e nero, sei un po' ciecato e le pinte sono diventate tre, lo scambi per football australiano.
Ci vado perché devo vedere con i miei occhi il cartello che segnala "Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwll" il paese che si chiama "Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tysilio della caverna rossa". E mi immagino che ridere chiamare il 118 per un sospetto infarto e dire all'operatore di mandare un'ambilanza alla Chiesa di Santa Maria nella valletta del nocciolo bianco, vicino alle rapide e alla chiesa di San Tusilio della caverna rossa, soprattutto se magari si abita alla Via "nella seconda traversa a destra provendo dal querceto che l'anno scorso ha subito un incendio ad opera di un piromane"... (tanto per inventarsi una via adatta al nome del paese). Spero che facciano un'eccezione e forniscano al paese un codice Yata...
Vado a Nord perché i proprietari dei bed & breakfast conoscono i cambiamenti climatici molto meglio colonnelli dell'aeronautica, fiutano l'aria, guardano il cielo, sputano e ti dicono "rimani, domani sarà bello" e puoi giurarci che sarà una giornata indimenticabile.
Ci vado convinta, perché i gallesi, impassibili, ripetono le cose che non capisco all'infinito e anziché sentirmi frustrata alla fine riesco persino a convincermi che, beh, in fondo in fondo un po l' "inglese" lo capisco .....
Ci vado perché Snowdonia è qualcosa di magico, soprattutto se alla partenza del trekking la pioggia battente indurrebbe a chiudersi in un pub e cominciare con la birra per finire al wisky e invece, se si insiste e si procede nella nebbia, nel freddo ed in mezzo alle pecore che non si muovono perché sono talmente cariche d'acqua da pesare un quintale mano a mano il cielo si apre ed il sentiero dei minatori si fa un po' più ripido, giunti alla cima tutto cambia.
Ci vado perché anche se affondo nel fango fino alla caviglia, supero i cancelli costruiti perché le pecore non sconfinino (in realtà si arrampicano e scendono come se fossero ai grandi magazzini) e metto e levo la giacca a seconda di come tira il vento, niente e nessuno potranno togliermi dalla mente e dal cuore il panorama di Snowdonia, del Coast Path, del Land's End, dei paesini colmi di fiori, delle spiagge e delle maree.
Ed infine ci vado perché qui, per non so quale magia, tutto è dietro l'angolo e gli angoli non finiscono mai....